di Mollie Miles
Fresco, divertente, un pelo anticomunista, l’Ultimo Elfo di Silvana De Mari diverte e avvince sopratutto grazie a un drago molto in sintonia con il Jinn Bartimeus uscito quasi in contemporanea, all’incirca nel 2004. Originale per ambientazioni, inventiva delle dinamiche magiche, spiritoso, vale ciò che costa e lo consiglio ai lettori: frutta di martorana, panna cotta, frittelle di mele, macarons. Quattro di tutto, alè.
Ultima raccomandazione: non fatevi scoraggiare dalla copertina.
martedì 10 marzo 2015
giovedì 5 marzo 2015
La vergine dei sussurri di Carole Martinez
di Mollie Miles
La vergine dei sussurri dà corpo plasticamente nella stessa scrittura ai sussurri cui è dedicato e realizza in questo incipit sussurrato il suo miracolo letterario. Non ritengo tuttavia...
giovedì 26 febbraio 2015
ODYSSEA. OLTRE IL VARCO di Amabile Giusti
di Mollie Miles
Dunque mirabile abilità descrittiva degli ambienti, uso ardito della metafora e sopratutto grande istinto nella gestione del filone romance della storia. Da questo punto di vista il libro appassiona tantissimo come da anni i veri romance non riescono a fare.
Avvincente al punto da obbligare il lettore a leggere i sequel malgrado i difetti della narrazione: così tanti da...
Dunque mirabile abilità descrittiva degli ambienti, uso ardito della metafora e sopratutto grande istinto nella gestione del filone romance della storia. Da questo punto di vista il libro appassiona tantissimo come da anni i veri romance non riescono a fare.
Avvincente al punto da obbligare il lettore a leggere i sequel malgrado i difetti della narrazione: così tanti da...
domenica 1 febbraio 2015
«Il Mercante di Anime» di Giordana Ungaro
Di Mollie Miles
Questo è davvero un gran giorno, ho acquistato su Amazon il romanzo di una scrittrice a me sconosciuta di una casa editrice a me ignota, l'ho pagato 0,99! centesimi e l'ho trovato...
lunedì 19 gennaio 2015
«Thiago» di Margaret Gaiottina
Così come dev'essere il romance
Abbiamo lasciato che fioccassero recensioni dei lettori, in rete, su Amazon, Goodreads e Anobii prima di dire la nostra su Thiago l’ultimo romanzo della nostra amica e sodale Margaret Gaiottina.
L’aggettivo è "impeccabile". Forse troppo. Privo di quelle dissonanze e dei paradossi di Jaguarà il secondo libro dello Zoo di Sussex si presenta senza cadute, profondo, benissimo scritto forse troppo per un pubblico...
sabato 13 dicembre 2014
Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco
di George Martin
Secondo Commento
di K.B. Wingard

Beh lo ammetto ho rimandato questa recensione per troppo tempo.
Il fantasy mi fa così, mi lascia straniata e a corto di parole.
E il fantasy delle Cronache è davvero un grande viaggio psichedelico. Va oltre il semplice edificio di un mondo inesistente e non si i limita a immaginare …“cose soprannaturali” stavo per scrivere.
Non lo scrivo però e mi fermo per fare la prima notazione.
Ciò che accade nel mondo delle Cronache non è mai “sovrannaturale. Gli eventi più straordinari - persino covare amorevolmente uova di drago e farle schiudere -, sono naturali perché come tali sono vissuti dai personaggi.
I dignitari accorrono nelle città libere a vedere le creature di Daenerys ma non restano mai stupiti o allibiti, semmai, si mostrano compiaciuti e ammirati dinnanzi alla magia.
Nemmeno i Maestri della Cittadella tanto scettici si stupiscono dinnanzi ai prodigi. Semplicemente non li vedono, li considerano impossibili. Un po’ come accade oggi agli studiosi di fronte ai fuochi insipegabili e improvvisi di certe lande in Italia. Piegati sotto il peso delle loro catene, liquidano le cose magiche come impossibili, solo storie della vecchia Nan o leggende dei Primi uomini.
Lontano però dalla stabilità della vita di castello dominata dal maestro di turno, prende piede la natura selvaggia e con essa i suoi misteri “più che naturali”.
George Martin ci porta fuori dalla logica cartesiana e ce la fa vedere.
Si consideri un'affermazione “l’uomo non può volare senza ausili fabbricati dall’ingegno umano”.
Nel mondo di Martin ciò è vero solo agli occhi di Mastro Luwin. Se infatti si allarga lo sguardo alle foreste e ai suoi abitatori, ai millenni della loro storia, si vede come in realtà la natura abbia provvisto ali alle creature e consentito ad esse di volare senza ausili d’ingegno umano.
Mi si dirà: “bella forza!”. A produrre il miracolo non sembra essere la potenza della natura ma quella del tempo, i milioni di anni necessari all’evoluzione delle specie. E qui vi volevo. Perché nel mondo di Martin il tempo non c’è.
Ho calcolato che l’estensione attuale delle Cronache equivale a 25 romanzi medi.
Mentre noi a leggerle e lui a scriverle ci siamo fatti vecchi, i protagonisti delle Cronache sono cristallizzati in un mondo senza tempo dove per lo più si viene uccisi ma invecchiare e morire non se ne parla. La vecchia Nan sfuma nell’eterno e solo il centenario Aemon Targaryen alla fine tirerà le cuoia per raggiunti limiti d’età.
Il tempo non scorre e non conta, lo dimostra che ci si sposi e si combatta a un’eta in cui i nostri figli ancora faticano ad allacciarsi le scarpe.
L’effetto straniante e incantatore dell’opera è grandemente debitore a questo illustre assente chiamato a latitare dal codice genetico di tutta l’invenzione di Martin.
Il mondo delle Cronache nasce infatti con le logiche del “gioco”. La mappa dei Sette Regni si stende sul tavolo come il cartone del Monopoli con i suoi segnaposti eternamente uguali a se stessi.
Tali dovranno rimanere personaggi, mappe e segnaposti, immuni al divenire per permetterci di giocare, immaginare, interpretare e appassionarci alle loro sorti, all’infinito.
sabato 15 novembre 2014
Dracula di Gary Shore
Buonasera fanciulle! E' Margaret Gaiottina che vi parla!
Spinta dai commenti positivi e dal fatto che ho un cinema multisala vicinissimo a casa, oggi sono andata a vedere questo:
che è stato molto diverso da questo:
Ecco la trama:
Nel Medio Evo, il principe Vlad, detto l'Impalatore, governa la Transilvania sotto la sorveglianza dell'impero ottomano. Durante un'esplorazione nei monti, Vlad e un gruppetto di suoi uomini scoprono una caverna dalla quale fuoriesce una moltitudine di pipistrelli. Dentro, trovano un essere mostruoso: un vampiro.
Conseguentemente, se la battono. Tornato al castello, Vlad riceve, proprio mentre si festeggia la ricorrenza di dieci anni di prosperità, la visita di un emissario turco che porta i saluti del sultano Mehmet II e chiede un tributo, ma non di ricchezze - che Vlad sarebbe pronto a concedere - bensì di persone: mille giovani da offrire perché prendano servizio nell'armata turca.
Vlad vuole opporsi - anche perché suo figlio dovrebbe essere tra i giovani da inviare ai turchi - ma gli serve maggiore forza per combattere i nemici. Perciò torna nella caverna e affronta il vampiro per chiedere il suo aiuto. Questi gli offre il suo sangue e con esso il potere. Durerà solo tre giorni: se Vlad riuscirà nel frattempo a resistere alla tentazione di bere il sangue umano tornerà normale, altrimenti sarà dannato. Ma basteranno tre giorni per sconfiggere le armate turche e salvare il suo popolo?
Ed ecco la mia impressione: certo che questi Turchi erano proprio cattivissimi e sanguinari! Chi ha inventato il detto "Mamma li Turchi!" lo ha fatto sicuramente perché sapeva il fatto suo. Il film comunque non è affatto pauroso, salvo per una o due scene. Io mi sono fatta accompagnare da mio figlio dodicenne che sa la rideva (per la cronaca). Sì, c'è qualche impalamento qua e là ma tutto molto sotto controllo.
Il Principe Vlad (attore belloccio, devo ammettere. Ok, direi molto interessante, su!) ha il fascino del padre di famiglia, nel senso che farebbe di tutto per proteggere sua moglie, suo figlio e il suo popolo. Insomma, un bravo ragazzo disposto a fare carte false per evitare di ricorrere ai metodi forti ma alla fine...insomma, se proprio deve, lo fa in grande stile. E infatti si va a impelagare in questa storia della dannazione eterna che non è proprio una passeggiata. Mi è molto piaciuta la scenda del "precipitamento" dalla torre e il pezzo in cui la moglie gli dice una cosa del tipo"Vabbè, ormai ci sei, bevi il mio sangue e dannati".
Ora dico: avrebbe dovuto indurlo a desistere, non a saltare il fossato per approdare dalla parte sbagliata! La scena finale (che non dirò) bella bella e romanticissima. Insomma, ho detto tutto e niente, ma il film è un bel modo di passare un'oretta e mezza, quindi: magari non passerà alla storia ma consigliato.
Spinta dai commenti positivi e dal fatto che ho un cinema multisala vicinissimo a casa, oggi sono andata a vedere questo:
che è stato molto diverso da questo:
Ecco la trama:
Nel Medio Evo, il principe Vlad, detto l'Impalatore, governa la Transilvania sotto la sorveglianza dell'impero ottomano. Durante un'esplorazione nei monti, Vlad e un gruppetto di suoi uomini scoprono una caverna dalla quale fuoriesce una moltitudine di pipistrelli. Dentro, trovano un essere mostruoso: un vampiro.
Conseguentemente, se la battono. Tornato al castello, Vlad riceve, proprio mentre si festeggia la ricorrenza di dieci anni di prosperità, la visita di un emissario turco che porta i saluti del sultano Mehmet II e chiede un tributo, ma non di ricchezze - che Vlad sarebbe pronto a concedere - bensì di persone: mille giovani da offrire perché prendano servizio nell'armata turca.
Vlad vuole opporsi - anche perché suo figlio dovrebbe essere tra i giovani da inviare ai turchi - ma gli serve maggiore forza per combattere i nemici. Perciò torna nella caverna e affronta il vampiro per chiedere il suo aiuto. Questi gli offre il suo sangue e con esso il potere. Durerà solo tre giorni: se Vlad riuscirà nel frattempo a resistere alla tentazione di bere il sangue umano tornerà normale, altrimenti sarà dannato. Ma basteranno tre giorni per sconfiggere le armate turche e salvare il suo popolo?
Ed ecco la mia impressione: certo che questi Turchi erano proprio cattivissimi e sanguinari! Chi ha inventato il detto "Mamma li Turchi!" lo ha fatto sicuramente perché sapeva il fatto suo. Il film comunque non è affatto pauroso, salvo per una o due scene. Io mi sono fatta accompagnare da mio figlio dodicenne che sa la rideva (per la cronaca). Sì, c'è qualche impalamento qua e là ma tutto molto sotto controllo.
Il Principe Vlad (attore belloccio, devo ammettere. Ok, direi molto interessante, su!) ha il fascino del padre di famiglia, nel senso che farebbe di tutto per proteggere sua moglie, suo figlio e il suo popolo. Insomma, un bravo ragazzo disposto a fare carte false per evitare di ricorrere ai metodi forti ma alla fine...insomma, se proprio deve, lo fa in grande stile. E infatti si va a impelagare in questa storia della dannazione eterna che non è proprio una passeggiata. Mi è molto piaciuta la scenda del "precipitamento" dalla torre e il pezzo in cui la moglie gli dice una cosa del tipo"Vabbè, ormai ci sei, bevi il mio sangue e dannati".
Ora dico: avrebbe dovuto indurlo a desistere, non a saltare il fossato per approdare dalla parte sbagliata! La scena finale (che non dirò) bella bella e romanticissima. Insomma, ho detto tutto e niente, ma il film è un bel modo di passare un'oretta e mezza, quindi: magari non passerà alla storia ma consigliato.
domenica 9 novembre 2014
Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco
Primo commento
di Mollie Miles


Un disastro. Ogni libro va dalle 1000 alle 1500 pagine e i libri sono 5. Più che fantasy l'impressione è di un epico cavalleresco in cui l'elemento soprannaturale si integra quale fattore ordinario nello snodarsi degli eventi.
Le case sembrano domini astrologici governati da capofamiglia simili e a divinità e decani secondo la rimappatura rinascimentale del simbolismo di divinità e pianeti. Per il momento, sono al terzo volume.
Continuo a brancolare tra Harrenthal, la Collina del Cuore e il Tridente in cerca di una speranza che non compare. E forse il segreto narrativo di Martin è tutto qui.
Il suo mondo è tenebroso quanto il nostro, quello delle sfighe ordinarie, ma essendosi che trattasi di romanzo si continua a leggere nella speranza che almeno là un barlume ci sia, alla fine, in fondo. Chissà.
L'unica cosa che sembra intangibile per il momento, nei setti regni come nei nostri, è l'amore per la nuda terra, il profumo dell'erba capace di assorbire sangue e merda e trasformarli in fiori splendidi.
domenica 26 ottobre 2014
Biscotti e Sospetti di Stefania Bertola
di Mollie Miles
Cosa c'è di più impossibile di un uomo appena sposato con moglie bellissima e un inguaribile play boy? Eppure per le due parvenù dei quartieri alti di Torino nulla è fuori portata, nemmeno vendere 36 teste luminose di alci in plastica rosa.
Molto simile e meno ben orchestrato di "A neve ferma" questo romanzo mantiene la promessa di leggerezza e divertimento della produzione di Stefania Bertola. Ancorché realistico il finale possibilista per il mirmidologo non mi ha convinta. Fatti ideologici. Io avrei preferito spiaccicato sotto un tram.
Cosa c'è di più impossibile di un uomo appena sposato con moglie bellissima e un inguaribile play boy? Eppure per le due parvenù dei quartieri alti di Torino nulla è fuori portata, nemmeno vendere 36 teste luminose di alci in plastica rosa.
Molto simile e meno ben orchestrato di "A neve ferma" questo romanzo mantiene la promessa di leggerezza e divertimento della produzione di Stefania Bertola. Ancorché realistico il finale possibilista per il mirmidologo non mi ha convinta. Fatti ideologici. Io avrei preferito spiaccicato sotto un tram.
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