domenica 9 novembre 2014

Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

di George RR Martin 
Primo commento

di Mollie Miles

Allora, Saga di Terramare archiviata, non mi si sente e non mi si vede perché sono caduta in una mega trappola ben occultata nei pressi dell'Incollatura. 


Soddisfatta dalle vicende del mago sparivero della Le Guin mi sono lasciata irretire dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George RR Martin. 




 


Un disastro. Ogni libro va dalle 1000 alle 1500 pagine e i libri sono 5.   Più che fantasy l'impressione è di un epico cavalleresco in cui l'elemento soprannaturale si integra quale fattore ordinario nello snodarsi degli eventi. 



Le case sembrano domini astrologici governati da capofamiglia simili e a divinità e  decani secondo la rimappatura rinascimentale del simbolismo di divinità e pianeti. Per il momento, sono al terzo volume. 

Continuo a brancolare tra Harrenthal, la Collina del Cuore e il Tridente in cerca di una speranza che non compare. E forse il segreto narrativo di Martin è tutto qui. 

Il suo mondo è tenebroso quanto il nostro, quello delle sfighe ordinarie, ma essendosi che trattasi di romanzo si continua a leggere nella speranza che almeno là un barlume ci sia, alla fine, in fondo. Chissà. 

L'unica cosa che sembra intangibile per il momento, nei setti regni come nei nostri, è l'amore per la nuda terra, il profumo dell'erba capace di assorbire sangue e merda e trasformarli in fiori splendidi.




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