Jill Barnett
Un’Adorabile Sognatrice
(Per i Lettori di Historical Romance, Lettori di Commedie, Lettori di Spettri & Co)
Un eroe nel mirino
Bene anzi male. Siamo alla volta di un historical magico nel senso letterale di streghe e bacchette. Il romanzo di Jill Barnett si connette al precedente Una ragazza Incantevole, pur essendo una storia del tutto autonoma e a se stante. Perché dico "male"? Intendiamoci non ho nullissima contro streghe e bacchette magiche. Dopotutto nel nostro regency mitologico, dalla Scozia può arrivare di tutto perfino qualche strega. Il problema è che Jill Barnett non si è giocata bene le sue carte.
Nella prima metà del romanzo ho riso di cuore, e andassero a farsi fottere i problemi di attinenza, incongruenza, verosimiglianza. Ho proprio riso. Nel senso, sai quando la lettura ti strappa la risata idiota davanti al quadratino plasticoso del kindle? Eccola. Il fatto è che Letty si è fissata che ama il vicino di casa e gli causa cadute rovinose, lo prende a legnate, gli dá fuoco, gli spara... e così via... Sempre con la massima buona volontà e la peggiore delle riuscite.
Mi ricorda l'eremita tutto cuore che offre la cena al mostro in Frenkenstein junior. Il problema è che l'eremita è cieco e, la minestra bollente offerta con generosa insistenza, la rovescia sugli zebedei del protagonista, il povero mostro! :-)))) Ok. Fino a qui ci siamo. Il problema è che a metà romanzo comincia un altro romanzo... E l'intero progetto si sfascia al punto che non sono riuscita a terminarne la lettura.
Banalmente i personaggi principali di una storia vanno presentati entro i primi due capitoli, non puoi introdurli a metà. La Barnett autrice del gradevolissimo L'eroe di Eleanoravrebbe dovuto in impostazione accennare al fatto che Letty è amica della nipote della strega... per esempio. Introducendo il coprotagonista, avrebbe dovuto menzionare la connessione con i due migliori amici di cui uno aveva sposato la nipote di una strega... bastava questo.. invece no. Noi abbiamo strega e stregoni che piovono nella storia a metà romanzo come deus ex machina. È un tradimento del patto narrativo e nemmeno fatto in buona fede. Per evitare di perdersi la lettrice che non ami il magico, la Barnett non glielo rivela l'ingrediente soprannaturale fino a metà storia, e l'effetto è "ma cosa ho letto fino a ora, se poi tutta la storia sarà determinata da fattori di cui non sono stato messo al corrente?” L'introduzione tardiva dei maghi della situazione provoca un secondo scompenso nella storia.
Gli effetti speciali destinati a sorprendere il lettore – il coniglio che vola fuori dal cilindro – secondo la retorica consolidata della narrativa di consumo devono dare il meglio nel secondo atto del romanzo. Su venti capitoli, diciamo, dal capitolo sei al capitolo 11. Appena scavallata la metà della storia, il lettore non va più sopreso, va semmai spaventato, inabissato nel vero significato degli oggetti tanto divertenti del secondo atto.
Pensate a Twilight: la meraviglia vampirica di Edward si rivela fino al midpoint (radura più notte insieme). Dopo, il vampirico si rivela inquietante e pericoloso in qualche modo inabissa l'eroe. Se nel secondo atto il mondo vampirico del coprotagonista mostra i suoi aspetti "belli", nel terzo atto mostra i suoi aspetti "brutti". Qua invece nel mondo del coprotagonista lei non entra mai. Nel terzo atto irrompono streghe e maghi e amici, ma sono fuori campo, agiscono all'insaputa dei protagonisti, su altri fondali, senza un perchè... in pratica la Barnett affastella sulla prima una seconda storia.
Una stella.
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N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.


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