La Signorina Dane e il Duca di Louise Allen è un romanzo è molto piacevole, ve lo dico subito e me lo sono letta a capofitto. A renderlo gradevolissimo sono la situazione e il personaggio femminile.
Dalla vostra Lyanne Quay di Un Duca per Mezzanotte
Un historical romance frizzante
La Signorina Dane e il Duca, un romance fresco e godibile
Ed ecco ciò che veramente rende questo romance fresco e godibile: abbiamo due tenute contigue; una è enorme, tenuta benissimo, attrezzata al meglio e governata da un duca; l’altra è in rovina, preda di rovi e sterpaglie. Qui la casa padronale è tutta da risistemare.
Il personaggio femminile è Antonia, la figlia di un baronetto, che, dotata di dama di compagnia, è determinata a fare dell’antica tenuta di famiglia – quella sgarrupata delle due – la propria casa. La cosa carina di questa Antonia è che la determinazione non la fa diventare d’incanto una manager. Nel senso: lei è brava e ce la mette tutta, ma resta molto femminile, con le pecche della formazione femminile attribuite per cliché alle dame dell’epoca… Mentre parla il banchiere cui si è rivolta per un prestito, lei si distrae e pensa invece ai muscolazzi del duca… per dire… Oppure, generosa e di buon cuore, autorizza la caccia libera nei propri terreni per sfamare i mezzadri ridotti in miseria dal padre scialacquatore. Antonia non sa calcolare tuttavia – come invece sa fare il duca – le conseguenze di dar il via a consuetudini e a un lassaiz faire pericoloso…. Il Duca per contro resta sempre un po’ legnoso e imperscrutabile.
Un historical romance che avvince dalla prima riga
Questo La Signorina Dane e il Duca avvince dalla prima riga. Proprio la lettura a seguire dei Peccati di mezzanotte della Darling e di questo romanzo della Allen mi ha permesso di vedere chiaramente cosa rende tanto agile la scrittura anglosassone classica degli Historical.
Avete presente Dexter, il killer tanto buonino di Prime Video, e il suo codice, prima regola “non farsi beccare”? Ecco se il killer facesse lo scrittore, la sua prima regola dovrebbe essere:
In fase d’impostazione, l’antefatto trova posto nel romanzo solo in quanto costringa il personaggio ad agire. Va lasciato intuire da un pensiero emotivo non sorvegliato e spiegato a impostazione finita tramite dialoghi.
Ovvero, all’inizio dei Peccati della Darling, mi frega di sapere soltanto che vuoi restare ad amministrare una certa tenuta. Dei tuoi motivi mi farai subodorare qualcosa con un pensiero non sorvegliato, ma la forza con cui vuoi amministrare la tal tenuta - occhio questo è cruciale – me lo puoi dimostrare solo con ciò che fai. Dove per “fare” si intende qualcosa di attivo, non astenersi e omettere. Ecco perché la Darling avrebbe dovuto subito cominciare con la vedova che dà ordine di legare il capitano Nylander alla carrozza senza complimenti e farle pensare tra i denti «La Grange è casa mia, ci ho sputato il sangue, non mi farò mandar via.»
Aggiungo che questa regola del killer scrittore, per prima, me la devo stampare io sulla fronte, data la mia sudarella in fatto di incipit… Comunque, a questa solare certezza, sono giunta proprio meditando sull’agilità del romanzo della Allen che incomincia con una carrozza ribaltata e un duca soccorrevole – e stranamente insensibile alle grazie femminili di Antonia, attrattive che Antonia è abituata a dare per scontate. Perché Antonia si trovi su quella carrozza, lo scopriremo parecchio più avanti, l’autrice giustamente, bontà sua, si risparmia di appallarci subito con la rava e fava.
N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.


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