lunedì 2 febbraio 2026

Vendetta e Seduzione di Nicola Cornick ci prende sottogamba

Vendetta e Seduzione di Nicola Cornick prende sottogamba il lettore. Ci sono due cose che mi urtano negli storici di ambientazione britannica tra sette e ottocento: i reami di fantasia e le donne travestite da uomo che riescono a passare per tale.


(Per i Lettori di Historical Romance, Lettori di Commedie) 


Dalla vostra Lyanne Quay di Un Conte per Tiranno!

Un romance basato su un’idea divertente

Ebbene qui abbiamo un’idea divertente, malgrado vi sia proprio un piccolo principato europeo di fantasia a sorreggere l’idea di una giovane britannica che torna in patria, a Londra, da principessa. Ebbene, questo espediente è del tutto inutile. La forza del plot sta nell’idea assai brillante di un’eroina decisa a trovarsi un marito nella prigione per debiti. Prendersi un marito già in rovina le permetterà infatti di passare a lui tutti i debiti di lei senza che lo sposo abbia a risentirne. Divertente vero? Tanto più che il prigioniero per debiti che le capita è nientemeno che l’amore della tua vita, l’uomo che lei aveva rifiutato perché costretta dalla famiglia a sposare il ricco principe di pincopisello… Solo che l’amore della vita è nel frattempo diventato un ricco conte ed è in prigione per una missione segreta e non per debiti reali… 

Un romance favolistico

Ok, tutto molto carino, a parte la cifra da romance favolistico. Al regno di fantasia, la Cornick ricorre per giustificare un paio di strettoie narrative. L’eroina deve ignorare quanto l’amore di un tempo sia divenuto ricco e potente. Deve inoltre non sapere che è finito in prigione per debiti. Infine per non far sembrare eccessivamente meschina la decisione di avergli preferito qualcun altro, bisogna tirare in ballo un principe. Dopotutto chi direbbe di no a un principe? Ebbene questi tre vincoli avrebbero potuto essere soddisfatti in modo più verosimile, per esempio il conte poteva essere stato dato per morto a scopo di copertura nella sua missione di agente segreto. 

Un eroe un po’ fiacco

Sia come sia, abbiamo un eroe un po’ fiacco. Accantonato l’espediente narrativo, al rincontro, lui avrebbe dovuto ergersi come amante rancoroso, sebbene ancora innamorato. Avrebbe dovuto inastare la statura emotiva e ideologica cui la Balogh ci ha abituato. E invece il nostro conte fa qualche pensatina, ma agisce ben poco. Il romanzo si legge, è molto ben scritto, ma la trama non dà ciò che potrebbe. Quattro stelle.

Monica Montanari 
(alias Lyanne Quay, Ophelia Keen, Ashley Andrews)

Link d’acquisto al romanzo


N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.

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