Semplicemente Magico
(Per i Lettori di Historical Romance, Lettori di Commedie)
Un Eroe con la forza della delicatezza
Dalla vostra Lyanne Quay di Un Conte per Tiranno!
Semplicemente magico di Balogh è semplicemente strepitoso. Dopo la Hayer, il miglior romance mai letto, il mio libro del cuore.
Mi associo alle lettrici che nelle recensioni Amazon festeggiano finalmente un uomo gentile. Gioisco anche io e per i loro stessi motivi, ma vorrei aggiungere qualcosa sui pregi “tecnici” del romanzo riducibili a una parola: sottigliezza. Balogh delinea un gentiluomo molto a disagio nell’essere sprezzante come dovrebbe, come richiederebbe titolo e posizione sociale. Con autoironia tirabaci il nostro eroe pulisce stalle, ripara steccati, porta a spasso un terrier spelacchiato, sogna di poter partecipare alla mietitura, sa di avere una madre gretta e un’innamorata limitata come tutte le insegnanti, la categoria più priva di ironia di sempre dice l’autrice ( si noti che la Balogh è stata insegnante e poi preside per tutta la vita ) 🙂 E tuttavia non può e non vuole non amarle. Siamo sicure che sia il ritratto di un uomo insicuro? O piuttosto di un uomo che sa ridere di se stesso e con questa sagacia può dirsi completamente conciliato? Eleggo questo libro a mio romanzo del cuore.
A “Babette Brown legge per voi” che non l’ha amato, do atto che a coronamento di un tale idillio, il momento degli incontri intimi avrebbe richiesto qualcosa di più, non in termini di azzardo, ma in termini di esposizione. A Balogh fa sempre difetto l’oggettività e questo nei finali si sente.
Non ci basta sapere, dalle riflessioni di lui o di lei, che si sono innamorati e che amano. Sentiamo l’esigenza di veder giganteggiare quel sentimento in termini oggettivi agli occhi degli altri… La “voce” della società è lo specifico dei romance storici e in Balogh cede sempre il passo a una terza persona narrante “finta” ovvero alla trasposizione di una prima persona a punti di vista alternati. Invece di seguire le riflessioni di lei, durante gli incontri intimi, la Balogh avrebbe dovuto mostrare quanto enormemente lui, oggettivamente e dunque agli occhi del contesto sociale, è annientato dalla passione e dall’amore nel dedicarsi al piacere di Susanne. Questo artifizio la Hayer lo ottiene costruendo l’interiorità del personaggio maschile come interlocuzione tra sé e il contesto sociale. La Austen ricorre al narratore esterno giudicante.
Monica Montanari
(alias Lyanne Quay, Ophelia Keen, Ashley Andrews)
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N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.


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