venerdì 3 giugno 2016

Da Pessina la Panacea ai dolori del lettore in cerca di un bel romanzo

Manlio Pessina
Panacea
Guglielma l'eretica e 
il segreto dell'abbazia di Chiaravalle
Autopubblicato di qualità

di Monica Montanari

Non c’è niente da fare a me piacciono le storie e questa è una grande storia. Incredibile a dirsi è un self ed è veramente bellissimo. C’è mistero, c’è magia, c’è storia, c’è thriller. È c’è persino una grande passione. Non facile mescolare tanti ingredienti ma questo Pessina, di professione archeologo, prendendo spunto da un suo vero scavo a Milano ci riesce e molto bene. Classico quanto infrequente caso di scrittore che nasce tale, fatto e finito.


Guglielma è una delle figure di mistica più interessanti del nostro medio evo, e gli Umiliati un movimento border line perennemente in bilico tra pauperismo ed eresia. Se volete conoscere la storia di Guglielma la boema questo romanzo vi conduce affidabilmente e gli aspetti fantasy della cosa attingono direttamente dal culto e dalle testimonianze attorno alla vita di questa celebre eretica.
 

Altrettanto vero è il fatto che attorno alla figura di Guglielma santa manifestazione dello Spirito Santo, vi fosse una precisa e organica progettualità cistercense dell’Abbazia di Chiaravalle. Qui sui segreti mantenuti nei sotterranei si dispiega la fantasia dell’autore con capacità immaginifica non seconda a quella di un “I predatori dell’arca perduta”. 

Se volete leggervi un bel thriller religioso tra storia e giorni nostri, questo è ben migliore del Codice da Vinci.
Per Lettori di enigmi, per Lettori di misteri in luoghi chiusi, Per lettori di mondanità, per lettori di Spettri & Co, 5 stelle!


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