di Monica Montanari
Bambini appesi agli alberi e come consulente della detective sociopatica Mallory, una bambina con il sorriso da elfo.
È uno dei romanzi migliori di Carol O’Connell. Ben scritto sopratutto nella prima parte, con un piglio fantastico e trasognato come solo lei sa imprimere a storie propriamente thriller. Il sottotesto, la lezione sul male è sempre debole nella O’Connell in questo caso più che mai piegata com’è alla necessità di parlare di topi, scolaresche, cadaveri appesi agli alberi e bambini Williams. Mallory resta sullo sfondo, divinità lunare troppo occupata a raccogliere lucciole. Fantastico il personaggio della vittima, il ritratto di un bambino che esce con pochi estratti dal diario posti ad inizio capitolo, un bellissimo personaggio davvero.
N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.


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