martedì 10 marzo 2015
«Bastardo numero uno» di Janet Evanovich
di Monica Montanari
Da dove cominciare per raccontare quanto è carino questo romanzo, divertente, avvincente con la sua storia gialla, e appassionante per l’indomita lotta contro l’irresistibile bastardo Joseph Morelli?
Da un brano preso dall'inzio del libro, ecco dove comincio. Godetevelo:
«L'Ultimo Elfo» di Silvana De Mari
Fresco, divertente, un pelo anticomunista, l’Ultimo Elfo di Silvana De Mari diverte e avvince sopratutto grazie a un drago molto in sintonia con il Jinn Bartimeus uscito quasi in contemporanea, all’incirca nel 2004. Originale per ambientazioni, inventiva delle dinamiche magiche, spiritoso, vale ciò che costa e lo consiglio ai lettori. Quattro stelle.
Ultima raccomandazione: non fatevi scoraggiare dalla copertina.
N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.
giovedì 5 marzo 2015
La vergine dei sussurri di Carole Martinez
di Monica Montanari
La vergine dei sussurri dà corpo plasticamente nella stessa scrittura ai sussurri cui è dedicato e realizza in questo incipit sussurrato il suo miracolo letterario. Non ritengo tuttavia...
giovedì 26 febbraio 2015
ODYSSEA. OLTRE IL VARCO di Amabile Giusti
Dunque mirabile abilità descrittiva degli ambienti, uso ardito della metafora e sopratutto grande istinto nella gestione del filone romance della storia. Da questo punto di vista il libro appassiona tantissimo come da anni i veri romance non riescono a fare.
Avvincente al punto da obbligare il lettore a leggere i sequel malgrado i difetti della narrazione: così tanti da...
domenica 1 febbraio 2015
«Il Mercante di Anime» di Giordana Ungaro
Di Monica Montanari
Questo è davvero un gran giorno, ho acquistato su Amazon il romanzo di una scrittrice a me sconosciuta di una casa editrice a me ignota, l'ho pagato 0,99! centesimi e l'ho trovato...
lunedì 19 gennaio 2015
«Thiago» di Margaret Gaiottina
Abbiamo lasciato che fioccassero recensioni dei lettori, in rete, su Amazon, Goodreads e Anobii prima di dire la nostra su Thiago l’ultimo romanzo della nostra amica e sodale Margaret Gaiottina.
L’aggettivo è "impeccabile". Forse troppo. Privo di quelle dissonanze e dei paradossi di Jaguarà il secondo libro dello Zoo di Sussex si presenta senza cadute, profondo, benissimo scritto forse troppo per un pubblico...
sabato 13 dicembre 2014
Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (2)
di Monica Montanari
…E per Song of Ice and Fire intendo proprio tutti i volumi. Mi riferisco almeno a tutti quelli fin qui pubblicati. Parlerò dunque del Game of Throne, dello Klash of Kings, della Storm of swords, del Feast of Crows e della Dance with Dragons nella rispettiva e confusa corrispondenza con le varie traduzioni pubblicate nei Paesi più diversi.
Beh lo ammetto ho rimandato questa recensione per troppo tempo.
Il fantasy mi fa così, mi lascia straniata e a corto di parole.
E il fantasy delle Cronache è davvero un grande viaggio psichedelico. Va oltre il semplice edificio di un mondo inesistente e non si i limita a immaginare …“cose soprannaturali” stavo per scrivere.
Non lo scrivo però e mi fermo per fare la prima notazione.
Ciò che accade nel mondo delle Cronache non è mai “sovrannaturale. Gli eventi più straordinari - persino covare amorevolmente uova di drago e farle schiudere -, sono naturali perché come tali sono vissuti dai personaggi.
I dignitari accorrono nelle città libere a vedere le creature di Daenerys ma non restano mai stupiti o allibiti, semmai, si mostrano compiaciuti e ammirati dinnanzi alla magia.
Nemmeno i Maestri della Cittadella tanto scettici si stupiscono dinnanzi ai prodigi. Semplicemente non li vedono, li considerano impossibili. Un po’ come accade oggi agli studiosi di fronte ai fuochi insipegabili e improvvisi di certe lande in Italia. Piegati sotto il peso delle loro catene, liquidano le cose magiche come impossibili, solo storie della vecchia Nan o leggende dei Primi uomini
Lontano però dalla stabilità della vita di castello dominata dal maestro di turno, prende piede la natura selvaggia e con essa i suoi misteri “più che naturali”.
George Martin ci porta fuori dalla logica cartesiana e ce la fa vedere.
Si consideri un'affermazione “l’uomo non può volare senza ausili fabbricati dall’ingegno umano”.
Nel mondo di Martin ciò è vero solo agli occhi di Mastro Luwin. Se infatti si allarga lo sguardo alle foreste e ai suoi abitatori, ai millenni della loro storia, si vede come in realtà la natura abbia provvisto ali alle creature e consentito ad esse di volare senza ausili d’ingegno umano.
Mi si dirà: “bella forza!”. A produrre il miracolo non sembra essere la potenza della natura ma quella del tempo, i milioni di anni necessari all’evoluzione delle specie. E qui vi volevo. Perché nel mondo di Martin il tempo non c’è.
Ho calcolato che l’estensione attuale delle Cronache equivale a 25 romanzi medi.
Mentre noi a leggerle e lui a scriverle ci siamo fatti vecchi, i protagonisti delle Cronache sono cristallizzati in un mondo senza tempo dove per lo più si viene uccisi ma invecchiare e morire non se ne parla. La vecchia Nan sfuma nell’eterno e solo il centenario Aemon Targaryen alla fine tirerà le cuoia per raggiunti limiti d’età.
Il tempo non scorre e non conta, lo dimostra che ci si sposi e si combatta a un’eta in cui i nostri figli ancora faticano ad allacciarsi le scarpe.
L’effetto straniante e incantatore dell’opera è grandemente debitore a questo illustre assente chiamato a latitare dal codice genetico di tutta l’invenzione di Martin.
Il mondo delle Cronache nasce infatti con le logiche del “gioco”. La mappa dei Sette Regni si stende sul tavolo come il cartone del Monopoli con i suoi segnaposti eternamente uguali a se stessi.
Tali dovranno rimanere personaggi, mappe e segnaposti, immuni al divenire per permetterci di giocare, immaginare, interpretare e appassionarci alle loro sorti, all’infinito.
N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.
sabato 15 novembre 2014
Dracula di Gary Shore
Spinta dai commenti positivi e dal fatto che ho un cinema multisala vicinissimo a casa, oggi sono andata a vedere questo:
che è stato molto diverso da questo:
Ecco la trama:
Nel Medio Evo, il principe Vlad, detto l'Impalatore, governa la Transilvania sotto la sorveglianza dell'impero ottomano. Durante un'esplorazione nei monti, Vlad e un gruppetto di suoi uomini scoprono una caverna dalla quale fuoriesce una moltitudine di pipistrelli. Dentro, trovano un essere mostruoso: un vampiro.
Conseguentemente, se la battono. Tornato al castello, Vlad riceve, proprio mentre si festeggia la ricorrenza di dieci anni di prosperità, la visita di un emissario turco che porta i saluti del sultano Mehmet II e chiede un tributo, ma non di ricchezze - che Vlad sarebbe pronto a concedere - bensì di persone: mille giovani da offrire perché prendano servizio nell'armata turca.
Vlad vuole opporsi - anche perché suo figlio dovrebbe essere tra i giovani da inviare ai turchi - ma gli serve maggiore forza per combattere i nemici. Perciò torna nella caverna e affronta il vampiro per chiedere il suo aiuto. Questi gli offre il suo sangue e con esso il potere. Durerà solo tre giorni: se Vlad riuscirà nel frattempo a resistere alla tentazione di bere il sangue umano tornerà normale, altrimenti sarà dannato. Ma basteranno tre giorni per sconfiggere le armate turche e salvare il suo popolo?
Ed ecco la mia impressione: certo che questi Turchi erano proprio cattivissimi e sanguinari! Chi ha inventato il detto "Mamma li Turchi!" lo ha fatto sicuramente perché sapeva il fatto suo. Il film comunque non è affatto pauroso, salvo per una o due scene. Io mi sono fatta accompagnare da mio figlio dodicenne che sa la rideva (per la cronaca). Sì, c'è qualche impalamento qua e là ma tutto molto sotto controllo.
Il Principe Vlad (attore belloccio, devo ammettere. Ok, direi molto interessante, su!) ha il fascino del padre di famiglia, nel senso che farebbe di tutto per proteggere sua moglie, suo figlio e il suo popolo. Insomma, un bravo ragazzo disposto a fare carte false per evitare di ricorrere ai metodi forti ma alla fine...insomma, se proprio deve, lo fa in grande stile. E infatti si va a impelagare in questa storia della dannazione eterna che non è proprio una passeggiata. Mi è molto piaciuta la scenda del "precipitamento" dalla torre e il pezzo in cui la moglie gli dice una cosa del tipo"Vabbè, ormai ci sei, bevi il mio sangue e dannati".
Ora dico: avrebbe dovuto indurlo a desistere, non a saltare il fossato per approdare dalla parte sbagliata! La scena finale (che non dirò) bella bella e romanticissima. Insomma, ho detto tutto e niente, ma il film è un bel modo di passare un'oretta e mezza, quindi: magari non passerà alla storia ma consigliato.
domenica 9 novembre 2014
Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (1)
di Monica Montanari
Allora, Saga di Terramare archiviata, non mi si sente e non mi si vede perché sono caduta in una mega trappola ben occultata nei pressi dell'Incollatura.
domenica 26 ottobre 2014
Biscotti e Sospetti di Stefania Bertola
Cosa c'è di più impossibile di un uomo appena sposato con moglie bellissima e un inguaribile play boy? Eppure per le due parvenù dei quartieri alti di Torino nulla è fuori portata, nemmeno vendere 36 teste luminose di alci in plastica rosa.
Molto simile e meno ben orchestrato di "A neve ferma" questo romanzo mantiene la promessa di leggerezza e divertimento della produzione di Stefania Bertola. Ancorché realistico il finale possibilista per il mirmidologo non mi ha convinta. Fatti ideologici. Io avrei preferito spiaccicato sotto un tram.
N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.
domenica 5 ottobre 2014
The King. Il Re è tornato di J.R. Ward (Mondolibri 2014)
Commento a cura di Margaret Gaiottina
Ma lo sa la Ward che in Italia "sola"vuol dire fregatura? Questa cosa mi fa scompisciare dal ridere! Specialmente quando Assail, tenebrosissimo e che per il momento è il mio preferito, la chiamava in quel modo!). Dicevo: anche Xcor e Layla sono una coppia con molto potenziale da sviluppare, e riscuotono tutta la mia simpatia, oltre che tutta la mia attesa.
giovedì 2 ottobre 2014
La Saga di Earthsea o La Saga di Terramare di Ursula Le Guin
Di Monica Montanari
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martedì 23 settembre 2014
Finalmente Mio di Angela D'Angelo (Delos digital - collana "Senza Sfumature")
Prendete un capo ricercatore, Giorgio di anni quarantacinque, il fascino seduttivo dell’uomo non più di primo pelo ma ancora giovane e vigoroso.
Prendete poi Alessia, una giovane collaboratrice che sa il fatto suo e subisce il fascino del capo autoritario che tratta tutti con distacco.
Prendete che un giorno il ghiaccio che avvolge il nostro Giorgio si scioglie e tra i due scoppia una passione bollente in mezzo a provette e pipette.
Ecco, se prenderete tutto questo e mescolerete bene vedrete che questo racconto scivolerà giù come un liquido caldo nella gola a riscaldare la pancia e il cuore. Sì, un racconto lungo di pancia per lettrici che si lasciano guidare da sentimenti e sensazioni viscerali. Una sollecitazione dei sensi fatta con armonia e misura. Mi è piaciuto molto il linguaggio morbido e la cura dei termini scelti, sempre azzeccati e calzanti.
Mi è piaciuta l'atmosfera giusta, il calore che questa storia mi ha trasmesso, sensuale e avvolgente. Direi proprio che "Finalmente mio" ha il ritmo giusto per ammaliare,
Obiettivo raggiunto; la storia di Giorgio e Alessia, che si legge d'un fiato, mi ha regalato una bella emozione, per cui se siete lettrici cassata come me, ecco il link per impossessarvene:
Compralo su Amazon!
Vorrei proprio fare due o tre domande ad Angela D'Angelo perchè ho delle curiosità d soddisfare. Arriveranno presto, sempre su questi schermi!
Per lettori Alchechengi al Cioccolato
lunedì 22 settembre 2014
LA LEGGE DELLA NOTTE di Dennis Lehane
Ben scritto, cesellato ma epidermico. È un romanzo in cui Lehane sembra aver dato sfogo a una antica personale passione per i gangster dell’epopea proibizionista. Sembra aver voluto riscrivere storie che ha amato con risultato molto cartoon. Malgrado l’esperienza di Lehane le figurine riescono ad uscire dalla strip e diventare personaggi veri solo nei capitoli dedicati alla detenzione. Insomma l’autore si diverte ma non ci crede davvero. L’aspetto citazionista nei romanzi e anche nei film trasmette una sensazione di decadenza culturale: come se tutto fosse stato già detto e vi sia perdita di fiducia in ciò che si può utilmente ancora comunicare. Una piaga che affetta di recente l’intera produzione hollywoodiana e che va trasmettendosi agli autori di bestsellers.
Non lo consiglio.
N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.
venerdì 19 settembre 2014
A NEVE FERMA di Stefania Bertola
di Monica Montanari
- Non ho nessuna voglia di sposare Camelia. La ragazza si chiama Camelia.
- Figuriamoci. Sembra il nome di un assorbente. Camelia con ali e filtrante ricamato.
La genialità di Stefania Bertola è tutta qui: nello smantellamento antifrastico di personaggi e generi letterari e nel riuscire per questo a rivitalizzare gli stessi. Così nel distruggere il romance la Bertola lo riedifica consentendoci di goderci storie romantiche senza necessariamente voltare il cervello in modalità off.
Manca un sottotesto nei finali della Bertola, ma in questo A Neve Ferma filtra una visione sociale che è di per sé testimonianza. Le stratificazioni di Torino, ricconi, riccastri, aspiranti borghesi, contadini, notai di paese, ragazzi di periferia, studentesse universitarie, medici, camerieri, garzoni sono irrisi nello specifico del loro melieu e insieme compresi, guardati da dentro con occhio tenero e chiamati a smentire se stessi: suore che danno consigli cosmetici e si fanno corrompere dal dono di una Ferrari, giovanotti perfettamente etero ma con la segreta passione per i romanzi rosa della zia, etc…
La lingua si segnala per l’efficace reinvenzione delle metafore. Cito tra tutte la camicia a righe azzurre di Picchi tanto impeccabile da essere “croccante”.
Fa riflettere il parallelo tra la Camelia di Bertola e la Calpurnia di Jacqueline Kelly entrambe esortate dalle famiglie a montare uova a neve ferma. Ma se Jaqueline Kelly presenta la culinaria come scelta di ripiego rispetto alle alternative di Calpurnia, nel mondo nostro descritto da Bertola le aspirazioni della giovane coming in age sono tanto decadenti da fare delle chiare sbattute un indiscutibile traguardo evolutivo.
Consigliato sopratutto ai lettori curiosi e spiritosi.
N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.






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