giovedì 30 luglio 2026

Il segreto della luna d’argento di Grazzini-Grieco: romanzo rosa storico scozzese tra avventura e magia

Ho letto un’italiana degli spinosi circoli del “chi tocca muore”, Grazzini-Grieco, e finalmente! Era un po’ che le tenevo d’occhio. Abbiamo qui uno “Scottish magic” tipo La Straniera di Gabaldon. Cioè quel fantasy che in realtà è appena una pennellata e che non riesce a diventare gotico. Riesce invece benissimo a diventare un avvincente romanzo d’avventura – l’ho letto in due giorni e facendo tardi la notte – e più precisamente un romanzo d’appendice. Se il Settecento britannico della Bernardo era infatti di sapore serial Tudor, questo di Grieco-Irene Grazzini è di sapore salgariano. Salgari cominciò – lo sapevate? – pubblicando in appendice ai giornali, come romanzo a puntate.

Copertina ufficiale de Il segreto della luna d’argento di Irene Grazzini e Grieco, romanzo rosa storico ambientato in Scozia con elementi di Scottish magic.

(Per i Lettori di Historical Romance, Lettori di Rivalse) 

Dalla vostra Lyanne Quay di Un Duca per Mezzanotte

Romanzo rosa storico dove l’azione e i combattimenti rubano la scena

Grazzini-Grieco hanno un’abilità strabiliante nel farci vedere con poche pennellate la scena, la logistica, e sono strepitose nel descrivere i combattimenti. Vi assicuro che si seguono questi scontri a spadate con la linguetta tra i denti e facendo il tifo. E, cosa che ho molto gradito, la protagonista è una donna forte, e vi sono molte figure femminili di tempra. Grieco-Grazzini hanno una scrittura liquida, molto agile, e una campionatura incredibile di cliché molto popolari per un pubblico che non fa caso alla credibilità di bagni tiepidi nel Mare del Nord in autunno :-)))) La proposta narrativa di Grieco Grazzini è sintonizzata e ammiccante rispetto ai bisogni di evasione di un pubblico molto ampio, ma la vera qualità di questo romanzo l’ho trovata nella immersività delle location e nelle scene d’azione. Vi sono inoltre tante scene di sesso, con fellatio e cunnilinctus, ma ciò che manca è una vera tensione romance.

Romanzo rosa storico con protagonista donna forte ma dialoghi che non creano tensione romantica

La tensione romantica decolla in un romanzo con azioni di contatto intimo, introspezione sulla contemplazione dell’oggetto del desiderio e soprattutto mediante la “CONVERSAZIONE”.
Strutturare le battute di dialogo in una conversazione in modo tale da esprimere le emozioni è difficile e il discorso sarebbe troppo lungo, ma è vitale concepire la conversazione non come comunicazione, bensì come negoziazione. Per questo il romanzo sentimentale ha nel Settecento britannico la sua origine, perché “la conversazione” nasce nel regno britannico intorno al 1713. Il suo teorico fu il terzo conte di Shaftesbury, che ne argomentò l’arte nei suoi saggi filosofici mirati a creare una nuova politeness per la società britannica onde civilizzarla, emanciparla dalla brutalità elisabettiana, cromwelliana e restaurativa. A tradurre in pratica questa politeness per i più furono Addison e Steele dalle pagine del Tatler e dello Spectator, giornali di costume che furono capaci in pochi anni di cambiare a tal punto il costume britannico e spuntare gli spiriti guerreschi che il tasso di omicidi a Londra si abbassò verticalmente. Shaftesbury aveva inventato lo humour inglese, i sentimenti sottili, quel ritegno delle passioni nella comunicazione sociale capace di far filtrare intendimenti e desiderata senza portare allo scontro. Perché appunto la politeness shaftesburiana consentiva attraverso la conversazione di negoziare, trovare un compromesso. 

Romanzo rosa storico fondato più sull'azione che non sui dialoghi

Con questo metodo la conversazione diventava uno strumento per plasmare la realtà, per negoziare e far evolvere la propria posizione nella gerarchia sociale, nel prestigio e negli affari, ma anche per elaborare culture comuni come è appunto l’edificio dell’amore. Attraverso la conversazione Lui e Lei contrattavano le rispettive visioni della vita e dei sentimenti e di incontro in incontro arrivavano a integrarle e a generare la coppia. Pensate che “Conversazione” è anche un genere pittorico del Settecento britannico. Per questo motivo sia la Bernardo che Irene Grazzini Grieco falliscono nel condurci nel mood sentimentale georgiano. Perché i loro dialoghi sono comunicazioni, non conversazioni, perché i personaggi monodimensionali non sono articolati a sufficienza negli intenti per poter tessere gli arabeschi della conversazione britannica. Se il laird di turno esprime come personalità solamente ciò che è lecito attendersi da un capo clan, ovvero desiderio di comandare… di cosa lo fai parlare con la sua bella? Gli farai dire:
«Cavatevi le mutande!»
E quando lei, da orgogliosa nobildonna inglese, gli risponde:
«Non sia mai!» al laird non resta che cavargliele di persona o andarsene sbattendo la porta sdegnato. Come si vede resta poco da cinquantarla, come si dice tra noi figli di Thor, nipoti di Odino.

Quattro stelle.



Italian Eyes Only

di Lyanne Quay 


A lively Scottish-adventure yarn with sharp action scenes and strong women, but the romance never quite sparks: the dialogues stay flat communications instead of true Georgian-style negotiations of desire. Four stars for pure escapism.

 

Monica Montanari 

(alias Lyanne Quay, Ophelia Keen, Ashley Andrews)

Link d’acquisto al romanzo


N.B. LA RIVIVISCENZA DI QUESTO BLOG è DEBITRICE AD AMAZON PER AVERMI CANCELLATO TUTTE LE MIE VECCHIE RECENSIONI E AVERMENE IMPEDITE DI NUOVE. JEFF BEZOS SARà BEN FELICE DI TENERSI RECENSIONI FARLOCCHE A CENTINAIA CHE PONGONO AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE TITOLI A VOLTE, NON DICO IMMERITEVOLI BENSì, PROPRIO ILLEGGIBILI. NON SCRITTI IN ITALIANO. CI SI DIMENTICA SEMPRE CHE QUESTE PIATTAFORME OBBEDISCONO A INTERESSI PRIVATI, NON A UN’IDEA PURCHESSIA DI “giustizia”. E DUNQUE SE PICCHI DURO E IN DIECI PROTESTANO PERCHÈ PICCHI DURO, JEFF TRA TE E QUEI DIECI (ANCORCHÈ PARENTI E AMICI DELL’AUTORE STRONCATO) SCEGLIE QUEI DIECI PERCHé DIECI È MAGGIORE DI UNO.

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